Gli è di sicuro venuto il dubbio

Ci sono vari modi di portare la propria bellezza. L’ingenua, erotica inconsapevolezza di esser belli è quasi scomparsa, chi sa se è mai davvero esistita come ci raccontano Pasolini e gli altri testimoni di quando i maschi, di regola, non erano affatto tenuti a esserlo e perciò non se ne curavano. Viene a sostituirla un fenomeno che a pensarci non è poi molto diverso, altrettanto struggente. In questa nuova versione il ragazzo sa di esser bello, perché non è mica cecato, vede se stesso nello specchio, le sfacciate che conosce lo hanno informato da molto tempo e non gli sono sfuggite le occhiate insistenti di molti maschi. Però la sua bellezza non lo soddisfa, non è così che vuole piacere, non a quelle persone. Non vuole assumere il ruolo che trova già confezionato nei desideri che lo circondano. Andrea F., 24 anni, appena laureato ingegnere, è il mio esempio chiarificatore. Una bellezza smagliante benché malinconica, delicata, dolcissima. Perfetto sia quando sorride generoso, ma con un’ombra di incertezza, sia quando corruga la fronte e imbroncia le labbra, pensoso, tutto preso da un suo cruccio che si pagherebbe per poterlo aiutare a dissipare, tanto lo si sospetta un problema del tutto risolvibile. Riservato, intrinsecamente bravo ragazzo, serio, gentile.

Andrea si rende conto però di non essere abbastanza virile, maschio insomma, più propriamente: macho. Non è effemminato nemmeno un po’ ma avverte che gli manca quella decisione nel porgere a voce e la prontezza di riflessi di chi sa difendere il proprio territorio anche dagli attacchi più remoti. E’ un tesoro, farà la felicità di chiunque, ragazzo o ragazza troverà la strada del suo cuore, ma lui vorrebbe essere una specie di maschio alfa. Tragico equivoco. Perciò quando si guarda allo specchio, quando osserva se stesso in azione, quando con spavento ascolta la propria voce registrata o si vede in un video, annota con spietatezza tutte le distanze dal suo ideale di vero maschio dominatore. Ma la perfezione della sua bellezza, per fortuna, è perfettamente nota invece al suo corpo, il quale si rifiuta di adottare le correzioni che si impone, che lo incupiscono e lo rendono talvolta nervoso. Lo incontro spesso la sera, al ritorno dalle rispettive giornate di lavoro. Osservo sul suo viso le tracce della lotta quotidiana che ingaggia con la sua natura, la quale vince sempre, lasciando lui stremato ma il suo fascino intatto, e lui desiderabile al massimo grado.

E’ gay? Non credo. Gli è di sicuro venuto il dubbio, ma non è detto che ci si sia soffermato più di tanto. La sua è più paura di apparire, oltre che debole, gay, insulto che associa alle caratteristiche di sé che non ama, che odia perché gli ricorda ciò che non è. Probabilmente invece le ragazze gli piacciono molto, ma non vorrebbe ispirare loro tenerezza, è questo il problema. Le ragazze con atteggiamenti materni non lo attizzano per niente. Ha nostalgia del maschio predatore che non è, e non sarà mai. Sospetto persino che se riuscisse a diventarlo scoprirebbe che quel ruolo non gli piace. Il suo comunque è un dramma di poco conto, non esagerate anche voi, adesso. Troverà certo il modo di conciliarsi con la sua dolcezza. Sarà uno spettacolo, che peccato non essere riuscito con lui ad arrivare nemmeno al superficiale saluto che si scambia con qualcuno che si incontra tutti i giorni, anche senza ricordare per forza che qualche tempo fa sapevi il suo nome, che questo tizio conosce i tuoi genitori, perché anni fa frequentava casa tua e ogni tanto lo sorprendevi a fissarti.

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7 thoughts on “Gli è di sicuro venuto il dubbio

  1. Cavalco l’onda finchè c’è, poi prometto che ti lascio tranquillo 🙂

    Quel che volevo dire, anche rischiando di cadere a culo all’aria nel pieno stereotipo dell’allupato che vede gay ovunque e in chiunque, è che questa “nostalgia del maschio predatore che non è, e non sarà mai” è molto “pericolosa” (dipende per chi ;). Insomma, il fatto che gli piacciano le ragazze e pure tanto, e che abbia il vero e proprio terrore anche solo di sembrare gay in quanto non-abbastanza-macho, sono “deterrenti” a dir poco. Ma che in un momento di follia (o di esasperazione, se vuoi) quella nostalgia, quel desiderio di (essere) un maschio alfa prenda talmente il sopravvento fino a catalizzarsi nel -> farsi cavalcare pesantemente da uno dei suddetti… io non vedo il passo poi così lungo.

    Concludo con un seme di dubbio: dal post pare di capire che questo Andrea lo conosci abbastanza bene… e se sai che gayo non è, bisogna fidarsi 🙂 ma tu ne hai la certezza? Anche qui, stereotipo degli stereotipi, ma a me questo genere di insicurezze, di complessi, di lotta con la propria remissività gentile… mi sanno tanto tanto di processo di lenta e travagliata accettazione di sè (gay). E un’altra cosa che me lo fa pensare tantissimo è che non ho mai visto, giuro, un etero complessarsi della sua scarsa virilità / aggressività machista. Piuttosto competere si, ma farsene un cruccio fine a se stesso, tantopiù se si è pure carini, davvero mai. Io parto sempre dall’assioma che quando un etero è etero e basta, lo sa e non si pone nemmeno il dubbio, può perfino finire ad atteggiarsi come Malgioglio che è l’ultima cosa di cui possa fregargliene… ANZI, finchè becca ragazze, può pure calcare la mano. Ne ho visti davvero tanti fare gli occhioni dolci, depilarsi tutti e vestirsi attillati solo per perdere quella tanto agognata aggressività che però respingeva le ragazze e guadagnare quella pseudo-gentil-delicatezza e sensibilità che le attira come carta moschicida (e in 27 anni di vita devo ancora capire perchè).

  2. Per Cribol: le ragazze sono attirate dalla pseudo-gentil-delicatezza e sensibilità solo dei ragazzi fighissimi. I quali non sono aggressivi perché se fossero pure aggressivi le assalitrici strapparerebbero loro i vestiti di dosso. Mia teoria personale, ovviamente.
    Per FinO: vederti ricominciare è la notizia più bella dell’estate.

  3. Nicola… io spero proprio che tu abbia ragione! Giustificherebbe almeno in parte quest’oscena aberrazione. Ma di fighissimi ‘troppo maschi’ snobbati da belle ragazze ne ho visti veramente tanti… E nel contempo ho visto una quantità di viscidoni effemminati che parevano venerati da una corte di cagnette. Poi non escludo che possa essere una fisima solo di questa città malata, eh 😉 non sarebbe nemmeno l’unica

  4. @Nicola: Esagerato! 😉
    @tutti e due: quindi l’effemminatezza di certi sciupafemmine è solo uno strumento per calmierare le fans, che la liberazione sessuale ha reso perfino pericolose per la loro incolumità? Ma l’uomo delicato è sempre piaciuto, mi risulta, dalle descrizioni sulla bellezza di san Luigi, a Casanova giù giù fino agli One direction e a Kekko Milone. Anzi è piuttosto il gusto del rude guardiacaccia che appare all’orizzonte dei rapporti etero piuttosto di recente, con lady Chatterley, e proveniendo con ogni evidenza dalla sensibilità gay (Wilde, i gusti degli inglesi a Berlino negli anni ’30, Pasolini), dove viene meglio coltivato ancor oggi, Cribol è perfettamente sintonizzato.

    • Risposta troppo colta, così a me mi ammazzi. Arrivo giusto agli One Direction, che saranno delicati ma sono fighissimi, come volevo dimostrare.

      Nella mia teoria il rude guardiacaccia piace (a donne e uomini) non perché rude o perché guardiacaccia ma perché la dura vita del bosco gli ha dato un largo petto, glutei scolpiti e due braccia grosse così. Nella mia teoria la bellezza del corpo vince sugli atteggiamenti, delicati o maci, sensibili o rudi, e chi quella bellezza non ce l’ha fatica su tutte le sponde.

  5. Andrea si rende conto però di non essere abbastanza virile, maschio insomma, più propriamente: macho
    Una cosa che non riuscirò mai a capire è la scala temperata della mascolinità.
    Io sono un tipo delicato nei gesti (abbastanza), tutt’altro che carico di erotismo o di promesse sessuali: allora perché tutti i miei amanti mi hanno definito “molto etero, molto maschile”?
    Dici che Andrea non è macho, eppure io di machi veri e propri ne ho incontrati pochissimi: al contrario, ne ho incontrati parecchi che cercavano di raggiungere quell’obiettivo con dei risultati penosi. Cos’è il macho? L’uomo-Denim, quello che non deve chiedere mai? L’uomo-Egoiste, che non ha nemmeno bisogno di mostrarsi perché le donne urlino inneggiando a lui? Dev’essere muscoloso, peloso, strafottente? Un grande animale notturno che però applica la regola del “fuori dal letto nessuna pietà”? E cos’ha a che fare, questo, con un uomo vero?
    Noi maschietti abbiamo una ricca gamma di modelli tricotici (pelati alla Bruce Willis, brizzolati alla George Clooney, lunghi alla Orlando Bloom) ma invece, per quanto riguarda gli atteggiamenti, persistiamo nel dualismo maschile/effeminato. Ogni sfumatura viene ricondotta ad uno di questi due elementi, così come una volta si era un latin lover o uno sfigato.
    Quand’è che riusciremo a spingere il nostro cervello oltre la caserma?

    (Come sempre, le mie parole non sono un attacco a quello che scrivi: purtroppo le tue parole hanno il potere di stuzzicare i pensieri altrui e allora ti prego di perdonarmi l’inevitabile fuga per la tangente di cui mi sono reso colpevole. Prendila per quella che è, e cioè un indiretto riconoscimento della tua maestria.)

    • Ah, come ho fatto per due anni senza i tuoi commenti? (che sono diversi dalle cose che mi dici in chat o di persona!). Come sempre più spesso mi capita io la vedo come una questione etologica. A. si rende conto di non essere il maschio alfa del branco, e quello vorrebbe essere. Che poi la pubblicità e l’educazione familiare concorrano ad angustiarlo perché non riesce a diventare un capo dominatore è qualcosa che si aggiunge solo a uno strato più arcaico e direi irriflessivo. Se la caserma la intendi come il luogo sociale dove i cervelli vengono livellati a quello strato più arcaico, ti direi che non ne usciremo mai, che ci accompagnerà sempre, filogeneticamente. Poi, siccome l’ontogenesi ricapitola e articola la filogenesi (come diceva Marcuse), A. verrà a patti con la propria delicatezza d’animo e di modi, e anche le civiltà impareranno sempre meglio a gestire la propria brutalità. Forse ;-).

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